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Pittura Scultura Grafica Fotografia Poesia
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Annalisa Pancera |
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BIOGRAFIA Diplomata all'Istituto D'Arte "Pietro Selvatico"
di Padova. Abilitata all'insegnamento dell'Educazione Artistica e
Discipline Pittoriche, ha insegnato nella scuola media fino all'anno 2003. Frequenta associazioni culturali e artisti veneti. Ha partecipato a varie mostre collettive con favorevoli
consensi. Vive e lavora a Padova. TeL 049/713963 Opere (Click on image to enlarge) MOSTRE 1991 Carrara S. Giorgio - Sala Polivalente mostra collettiva 1992 Padova - Galleria Civica P.zza Cavour mostra collettiva 1993 Voltabarozzo - Sala Polivalente "Antenore" mostra
collettiva Padova - Pedrocchi mostra collettiva Padova - Arte Fiera 1994 Padova - P.zza dei Signori Mostra 1 ° maggio Padova - Galleria Civica P.zza Cavour mostra collettiva Chiesanuova - Sala Polivalente mostra collettiva Voltabarozzo - Sala Polivalente "Antenore" mostra
collettiva Padova - Arte Fiera Padova - Circolo Key Largo mostra personale 1995-2003 mostre collettive di. pittura ad olio e acquerello 2004 Galleria Città di Padova - collettiva di grafica Padova - Centro Culturale S.Croce-S.Osvaldo mostra
collettiva di acquerello 2006 Padova - Caffè Rendez Vous mostra personale "il
fantastico mondo di Annalisa" Padova - Caffè Rendez Vous collettiva del piccolo quadro Padova - Quartiere n 6 Ovest mostra collettiva Padova - Sala Pio X
collettiva di grafica ''Il sogno inciso" Città di Cittadella - Palace Hotel collettiva d'arte -
segnalazione di merito Padova - Loggia della Gran Guardia collettiva d'arte
ARCHITETIURE DI LUCE Mettiamola così: c'è un luogo in cui le forme accadono,
sapendo che tutto ciò che appare è solo illusione. Non si può parlando di Annalisa Pancera non parlare di
spazio o meglio di teatro dove le cose avvengono o per meglio dire non
accadono affatto, infatti le forme sono l'altra faccia del vuoto e i
suoni solo gli altri volti del silenzio. Si coglie una presenza verginale quasi un'ombra un non
evento, una non storia nessuna persona nessuna memoria e futuro, senza
tempo pur nella vitalità e la gloria della vita ancor prima
dell'origine. Ed è proprio questa non voce questa isola sospesa tra il
mare e la mente che si estende la dimensione metafìsica, si manifesta
nella magia dei colori saturi di solarità, ebbri di notte negli umori
di borghi mai nati chiusi nell'anima di un sortilegio di inanità. Tu Annalisa giochi con l'oltre, con innocenza dell'infanzia
e bevi alla sorgente per dissetarci dalla sete di mistero e d'avventura
che è in ognuno di noi, sapendo che i chiusi muri della dimora sono un
po' di cenere e polvere sui nostri fuochi e venti. Racconti "attraverso" le cose l’inesprimibile
mistero della trascendenza il senso della sacralità dell'esistere e
l'ineffabilità della bellezza. Un essere d'onda che insegue l'orizzonte ma per quanto si
spinga lontano non vi riesce d'afferrarlo perché è sempre l'oltre. Il fascino delle tue opere sta nel non possederle mai ma di
essere ugualmente vissute. Giovanni
Martini . . . nell'osservare le opere e anche parlando con
Annalisa, ho cercato di capire il significato e i segreti della
sua pittura, arte in cui Lei ama confrontarsi attraverso tecniche
diverse quali l'olio, l'acquerello e l’incisione. La riflessione ha prodotto dei risultati che sorprendono
poiché anche se le sue rappresentazioni sono all'apparire di
comprensione immediata, in esse Annalisa trasmette molto di sé stessa. Osserviamo i suoi quadri, alti drappeggi fanno da sfondo
come scenari teatrali alle nature morte, in quelle pieghe segrete, tra
quei meandri Annalisa ama nascondersi, confidandone intimi desideri,
sogni inconfessati di evasione del quotidiano, costellato di affetti ma
anche di impegni e doveri che imbrigliano la sua fantasia. Ma è proprio la fantasia a suggerirle magicamente come
superare questi sentimenti contrastanti, e trasformarli in energia
positiva. In questa fase Annalisa diventa protagonista in veste arborea
della scena paesaggistica da lei ideata, dove gli alberi con le chiome
scomposte dal vento, allungano le fronde creando morbidi pendii di
paesetti ideali. Ama sognare.. .., entrando in una atmosfera azzurra di un
villaggio dorato, o rifugiandosi nel nucleo di una manciata di case
colorate, strette tra loro,. . . avvolte in un vortice. Sono, architetture solitarie ma formate di gruppi di case,
idealmente portatori al loro interno di affetti in cui. . .Annalisa
crede e difende e ai quali in fondo non desidera rinunciare. Anche nell'elemento acqua, spesso presente nelle sue opere,
Annalisa esprime e rispecchia la sua esigenza di vedere dentro alle cose
e manifesta inoltre un desiderio di purificazione. Tante altre cose ci sarebbero da dire..., un'ultima
osservazione sul genere delle sue architetture, che da prima erano di
tipo metafìsico, ora si sono ammorbidite hanno perso rigidità , i
colori sono diventati più caldi, inoltre sono da ammirare i delicati
acquerelli floreali e paesaggistici e le incisioni, infine gli oggetti
raffigurati nelle nature morte sono formate da elementi simbolici,
ricordi della memoria, certamente anche questi nascondono qualche intimo
segreto del mondo fantastico di Annalisa Pancera che se lei vorrà,
potremmo scoprire in un prossimo futuro. Dora
Schiavon
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