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Nata a San Martino di Lupari (PD), si è
sempre sentita attratta dalla ricerca artistica, applicandosi in vari
campi.
Considera
la pittura un mezzo di comunicazione, confronto ed espressione del
proprio mondo interiore alla stessa stregua della poesia e del teatro,
altre sue grandi passioni, che continuano ad essere veicolo della sua
ricerca artistico-espressiva.
Da
autodidatta si è cimentata con varie tecniche pittoriche (naif,
acquerello, gessetti, olio, lacche e su vetro) per poi approdare alle
tecniche miste ed alla pittura astratta con il maestro Andreas Kramer a
Berlino e Padova.
Ha
pubblicato due libri di poesie: “Senza pretese… ma con tanto amore
per me, per te, per la vita” e “Gocce di luce”.
Ha
esposto in collettive di pittura a Berlino, Padova, Toppo, Limena,
Podresca, Cividale, Vedelago, Loreggia e San Martino di Lupari.
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Dicono
di lei:
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Le dimensioni pittoriche di
Mariangela Stocco toccano, al primo impatto,
il profondo dell’anima. Le
intense cromie, le sovrapposizioni materiche a collage, i filamenti, le
spesse stesure sembrano trasfigurare emozioni e sensazioni forti,
rapprese nell’uso di colori “terrosi” ritmati nelle più diverse
sfumature o stesi in tocchi lievi. I segni scivolano liberamente sulla
superficie per dar vita a rilievi screziati, a forme antropomorfe, a
intrecci materici uniti in dimensioni informali ricche di sottili
evocazioni simboliche. L’autrice segue con la sua pittura ogni
sensuale vibrazione ed immette in ognuna un’energia organica e
spirituale. I territori esplorati si snodano nel dolce abbandono agli
stati d’animo, ai sentimenti contrastanti ricomposti nella pittura
dove si posano profonde riflessioni. Ecco perché nei quadri di questa
autrice semplicità e complessità si alternano in strutture da
scomporre e ricomporre in una visione che si fa psichica. La pura forma
si fa inserto di cartone, di tela, si mescola al colore e diventa
strappo, lacerazione, conservando comunque sempre un senso di aerea
libertà. Tutto tende ad uno spazio assoluto che l’autrice raggiunge
attraverso un mirato uso della luce. Ancora una volta ragione e istinto
si conciliano ed il connubio tende ad una affabile sensualità, segno e
materia si sciolgono diventando magmi sentimentali, effusioni del
sentimento, momenti lirici liberi da qualsiasi banale convenzione. Ci
sentiamo pervasi da una carica espressiva forte e coinvolgente,
sviluppando in noi sensazioni e memorie ancestrali.
(Gabriella Niero)
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